Jun 132012
 

Prendo spunto dall’Infografica di SovietUnit, eccellente e veramente impressionante come lavoro, per esprimere alcuni miei pensieri riguardo il Capitalismo, la Rivoluzione, il Socialismo ed il Comunismo.

La definizione data nell’infografica ai quattro elementi ed a come sono in relazione tra di essi , non potrebbe esser piu’ chiara e mi trova assolutamente d’accordo.

Penso, tuttavia, che lo schema di relazioni fra Capitalismo, Socialismo e Comunismo, derivante chiaramente dal marxismo, manchi di una quarta, possibile,  forma di sistema sociale.

Infatti distinguerei fra Socialismo Governativo, quello descritto nell’Infografica, e Socialismo Libertario, in cui l’organismo Governo non è piu’ necessario per il passaggio al Comunismo.

Ecco quindi le due dottrine a confronto:
- Marxista – tramite la rivoluzione viene sottratto il controllo dell’organo governativo ai Capitalisti. Il nuovo Governo opera in un’ottica Sociale/Socialista per aumentare il benessere fino al punto in cui le persone potranno autogestirsi in un sistema Comunista.

- Social Libertario (Anarchico) – tramite la rivoluzione viene eliminato l’organo governativo, che in quanto tale è strumento inevitabile del Capitalismo, ed il governo è direttamente passato all’autogestione delle persone, per realizzare un sistema Comunista.

Il punto di partenza e l’obiettivo sono i medesimi :da una situazione di sofferenza e sfruttamento della classe operaia ad una societa’ piu’ giusta, equa e libera. La via per giungere a cio’ è pero’ differente.

Nel sistema Social Libertario il Governo non va perpetrato, perche’ il potere di controllare e decidere corromperebbe chi lo esercita. Gli appartenenti alla classe operaia chiamati a governare, durante il periodo di Socialismo Governativo, diventerebbero burocrati come chi li ha preceduti, tornando quindi ad una situazione uguale o peggiore a prima della Rivoluzione.

Il piu’ “famoso”, anche se non l’unico, tentativo di realizzazione di Comunismo tramite le teorie marxiste, quello dell’ex Unione Sovietica, è un esempio di come il Socialismo Governativo tenda a fallire. Infatti gli strumenti di autodecisione del popolo, i Soviet appunto, caduti nelle mani di un’elite governativa, si sono trasformati nel Governo del Partito. E la conclusione la conosciamo tutti.

Medesima fine per la Rivoluzione in Cina: Mao Tse-tung non ha fatto altro che sostituire chi controllava l’organo Governativo, impedendo il passaggio al Comunismo. E’ noto che in questo caso il Governo del Partito Popolare Cinese invase addirittura il Tibet, negando quindi la liberta’ di un popolo. Negando, quindi, il fondamento stesso del Comunismo: la liberta’.

Riguardo Cuba, la mia opinione è che non si sia ancora usciti dalla fase Rivoluzionaria.
Il conflitto fra Capitalismo e Classe Operaia ha visto cambiare i protagonisti: dal Governo Cubano di Batista contro i Rivoluzionari cubani di Guevara e Fidel Castro, al conflitto fra USA, rappresentanti del neo liberismo, metamorfosi del Capitalismo, ed il Governo Rivoluzionario Cubano. Tant’è che viene nominato ancora oggi “Rivoluzionario”.

Riguardo le forme di governo consiglio un libricino (“ino” perche’ fisicamente minuscolo), di Noam Chomsky, molto piu’ chiaro ed illuminante di questo mio misero post.

Pure Chomksy è immensamente piu’ chiaro e illuminante di me, mica solo il suo capolavoro!

IL GOVERNO DEL FUTURO – N.Chomsky

Ecco, forse l’utilita’ di questo post sta piu’ nel consigliare il libro di Chomsky che nell’esprimere i miei pensieri a riguardo.

 

  2 Responses to “Un interessante libro e qualche pensiero a vanvera!”

  1. Grazie dell’aggiunta! L’unico mio commento è che la Rivoluzione in senso Social-Libertario sarebbe, per così dire, spontanea, cioè non guidata da un’avanguardia, e quindi originariamente egualitaria anziché, per l’appunto, caratterizzata da una dittatura di transizione, che storicamente si è rivelata fallimentare. Sarebbe una rinuncia collettiva e universale al governo. Mi domando a quale livello di organizzazione si debba giungere perché ciò sia possibile senza un collasso civile.

  2. Ad un livello realmente insopportabile.
    La Rivoluzione, ossia il cambiamento, non puo’ che esser condiviso appieno da chi si trova in sofferenza, per poter riuscire. E l’impulso non puo’ che esser spontaneo. Altrimenti si hanno delle rivolte, o atti di esclusiva violenza.
    La Rivoluzione è il cambiamento collettivo, non necessariamente una guerra armata. Ma il fatto che debba essere collettivo implica la convinzione in ognuno che il cambiamento è meglio del livello di sofferenza che si sopporta.
    E l’uomo puo’ sopportare piu’ di quel che si immagina. Per questo nel mondo occidentale non sussistono minimamente le condizioni per la Rivoluzione. Non dimentichiamoci che nonostante la crisi, noi restiamo ancora i ricchi del mondo che sfruttano i poveri, quelli reali, come ad esempio i paesi africani.

Leave a Reply

Analytics Plugin created by Web Hosting

%d bloggers like this: