Fin’ora, almeno nei titoli di testa, il Partenariato Transatlantico Commerciale e d’Investimenti (o Transatlantic Trade and Investement Partnership, TTIP) non si è ancora fatto notare, come del resto il suo accordo gemello – quello Transpacifico (TPP, o Transpacific Trade Partnership), che è a uno stato più avanzato di definizione. Entrambi sono parte della strategia degli Stati Uniti per il mantenimento della propria egemonia globale, e senza che ce ne accorgiamo, stanno per stabilire un nuovo ordine politico e legale che metterà i nostri diritti, come cittadini e lavoratori, in una nuova e interessante prospettiva. La forma che questi accordi prenderanno ci coinvolge direttamente, per cui trovo quantomeno bizzarro che non ci sia nessun accenno di dibattito pubblico sulla faccenda – specie perché la documentazione che si trova in rete ricade in due sole categorie: (1) ottimistici comunicati ufficiali e (2) commenti giornalistici allarmanti.
Laonde ho deciso, nel mio piccolo, di mettere insieme quello che riesco a trovare sulla faccenda, giusto per mettere la pulce nell’orecchio ai miei cinque lettori. E chissà mai.
La Partnership Transatlantica è stata annunciata nel Discorso sullo Stato dell’Unione di Barack Amico-Dei-Poveri Obama di quest’anno (qui trovate trascrizione e traduzione integrali). Il Presidente degli Stati Uniti ha detto:
Per incrementare le esportazioni americane, supportare la creazione di posti di lavoro americani, e ripianare il campo di gioco nei mercati crescenti dell’Asia, intendiamo completare le negoziazioni per la Partnership TransPacifica. E stasera, annuncio che lanceremo una Partnership Transatlantica per il Commercio e l’Investimento con l’Unione Europea – perché il commercio libero ed equo attraverso l’Atlantico supporterà milioni di posti di lavoro americani ben pagati.
E Obama è un uomo onorevole. L’annuncio dell’inizio dei negoziati è stato dato il 13 febbraio, il giorno dopo il Discorso. Come infarinatura ho messo insieme uno Storify che trovate in calce a questo post, e come antipasto, eccovi passi scelti dalla traduzione (mia) di un articolo abbastanza approfondito:
La Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) è l’ultimo programma voluto dalle corporation tra quelli comunemente definiti “accordi di libero scambio” (Free Trade Agreements), che in realtà si traducono in “consolidamenti geopolitici delle corporation“: grandi conglomerati finanziari che dirigono e impongono le politiche nazionali [...] verso la costruzione di struttore che facilitino la concentrazione globale del potere finanziario, economico e politico nelle mani di un numero relativamente ristretto di grandi imprese.
Nel momento peggiore della fase iniziale della crisi finanziaria ed economica, nel gennaio del 2009, Henry Kissinger [vi dice niente? ndr] scrisse un articolo per il New York Times [...] [in cui osservava] che il mondo economico è globalizzato, ma quello politico no. [...] La vittoria elettorale del Presidente Obama era un’ “opportunità” nella “definizione di un nuovo ordine globale.” Ma questa opportunità doveva diventare “politica”attuata attraverso una “grande strategia”. Un pilastro centrale di questa grande strategia avrebbe dovuto includere il rafforzamento della “partnership atlantica“, che “sarebbe dipesa molto di più da politiche condivise”.
[già] nel 2007, il summit dei leader UE-USA – che includeva il Presidente USA Bush, il Cancelliere tedesco Angela Merkel, e il Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso – ha istituito il Transatlantic Economic Council (TEC) per promuovere la cooperazione economica tra le due regioni.
Il discorso su queste manovre non solo avviene in sordina, ma è anche ammantato in un linguaggio orwelliano che Marshall (l’autore dell’articolo) traduce come segue:
Austerity significa impoverimento della popolazione
Riforma strutturale significa sfruttamento delle persone e delle risorse, e concentramento del potere politico nelle mani delle corporation
Investimento significa controllo dell’economia da parte delle corporation
Concorrenza è protezionismo per le corporation
Crescita sono i loro profitti.
La crisi del 2008 ha momentaneamente rallentato l’iniziativa – ma al tempo stesso le ha dato un nuovo e più potente ruolo nel mondo che sta emergendo nella sua scia:
La partnership transatlantica è un mattone centrale nella costruzione di questo ‘nuovo ordine mondiale’. [la partnership] è stata riavviata nel summit EU-USA del novembre del 2011, quando i leader politici che ne fanno parte hanno dato disposizione al Transatlantic Economic Council di creare un Gruppo di Lavoro di Alto Livello su Lavoro e Crescita, guidato dal Rappresentante USA per il Commercio Estero, Ron Kirk, e il membro della Commissione per il Commercio UE, Karel De Gucht, e con il compito di “identificare politiche e misure per aumentare il commercio e l’investimento UE-USA per supportare una creazione di posti di lavoro a beneficio di entrambi, crescita e conomica e competitività internazionale,” lavorando a stretto contatto con gruppi dei settori pubblico e privato.
Insomma, se volete un consiglio, drizzate le orecchie – perché credo che ci sarà da ridere, e non vorrei che, un’altra volta ancora, sembri che le cose piovano dal cielo.
Intanto, eccovi lo Storify di cui parlavo, che aggiornerò a mano a mano che trovo materiale.



